segunda-feira, 27 de julho de 2009

Genealogia musicale

Da série Italian posts

Aveva a quel tempo 15 anni. Lo spettacolo era previsto da molti mesi nella mia città. Tutti i miei amici ansiosi, irrequieti, ad aspettare. Ed io, niente. A me non sembrava importante quel gruppo di un rock senza sale, senza colore, con musiche di testi triviali, banali, fatto di giovani studenti di ingegneria e con un nome bizzarro: Ingegneri delle Hawai. L’unica musica che potrebbe essere sentita era una copia di uno successo degli anni 60 che, per me, era stata prodotta per il gruppo Os Incríveis (Gli Incredibili). Ma no, mi ero ingannato. Ironicamente, era la copia di una copia di una canzone italiana (ho scoperto questo adesso), C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, di Gianni Morandi, del’anno 1966. C’è una versione attuale nel sito Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=1B_ibsx0cn4&feature=related. Guarda che Gianni (un’altra ironia) canta acompagnato dal berimbau, strumento associato alla musica brasiliana, ma che, davvero, ha origine in Africa.

Allora, una settimana prima della benedetta presentazione degli ingegneri, lei fa a me quella terribile domanda: “Vai anche tu allo spetacolo?” E dopo mi trovavo io completamente disperato, cercando un biglietto a qualunque prezzo. Lei era la ragazza più bella della scuola, nonostante il suo 1,44 metro. C’era sempre una coda di ragazzi dietro lei (anch’io). Infine, sono riuscito trovare il biglietto. (E anche conquistato la ragazza... Un romanzo violento però fugace, poichè abbiamo scoperto dopo numerosi contrasti tra noi, non solo sulla musica.

Quindi. Questo è un racconto che mi è arrivato alla testa quando penso che la musica può stimolare comportamenti, rapporti sociali, unire fazioni di giovani. Ecco, una esperienza particolare.

A quel tempo nella mia città c’erano alcune tribù gionanili, molto diverse tra loro: quelle del hard rock (heavy metal), i grungies, i agroboys e quelli a cui piaceva il così detto rock nazionale. Tuttora non essendo particolarmente un’appassionato per questo ultimo genere musicale, ero abitualmente insieme a quel gruppo per non restare completamente isolato. All'epoca volevo sentire la musica classica per colpa di uno professore tedesco, Edwald August von Waldow, que chiudeva a chiave circa 200 adolescenti nel teatro della scuola per ascoltare le esecuzioni integrali del Bolero, de Maurice Ravel, di Carmina Burana, de Carl Orff, delle Quattro Stagioni, de Vivaldi, tra altre. Una musica erudita, possiamo dire, “più popolare”, ma che per 199 studenti 15enni era davvero un tormento, tedio totale; per me, però, era fantastico, una scoperta.

Ma chi erano questi miei compagni di ascolto (molti dei ancora oggi sono miei amici) ai quali ero unito per non rimanere isolato? Giovani figli della classe operaia che sono riusciti a vincere un’esame troppo difficile (uno posto per ogni 50 candidati) per entrare nella Scuola Tecnica Federale del Brasile, la migliore scuola publica della città (nel Brasile le boune scuole sono private e il costo è proibitivo per un’operaio). Erano giovani bravi, differenziati, comunque con una formazione culturale di base operaia, voglio dire: nell’aspetto musicale, avevano ereditato le tradizioni dei loro genitori. Gli operai della mia città (una città con 75 anni), nella maggiore parte, sono immigrati del nord-est, la regione più povera del Brasile, con un solido bagaglio culturale, e con una forte tradizione musicale. Sono ritmi come il forró, baião, xaxado, per ballare uomo e donna. L’atto più coraggioso di contestazione di questa generazione verso i loro genitori era stato cambiare il dial della radio dello AM per il FM. Infine, sono giovani che ascoltavano la musica del nord-est brasiliano e il pop music, nazionale e internazionale, presentate nelle radio.

La musica classica era troppo per loro. Io? Si, certamente figlio di operai, però immigrati del sud, da San Paolo, e prima dell’Italia, del nord e del sud. Mia madre ha contribuito a formare una parte del mio gusto musicale. Lei, professoressa di portoghese, aveva seguito una buona università negli anni 70, A quel tempo il luogo dove veniva ascoltato il meglio della MPB (Musica Popular Brasileira – che non è pop) e della Bossa Nova prodotte nel Brasile. Gli anni 70 sono stati l’epoca d´oro della musica brasiliana. Sono cresciuto ascoltando questi suoni, molti elaborati nella orchestrazione, nel testo poetico e nel subtesto di forte contestazione politica alla dittatura.

È arrivato il giorno che sono stato a cercare la mia “squadra musicale”. Sono andato a cantare nel coro della scuola. Però, quello era un luogo per i professionisti, persone interessate a seguire il mestiere di cantante lirico. Non era questo che volevo. Cioè, non’era la mia tribù. Sono così diventato un senza-gruppo -- nel senso musicale --, condividendo gusti con persone diverse ma, nella maggiore parte del tempo, ascoltando musiche da solo, a casa mia, nella macchina (di solito neanche la moglie comparte con un’orecchio così eclettico). Il piacere nell’ascolto della musica classica in Brasile è considerato elitario.

Attraverso gli anni, insieme all’amore per la musica classica, ho avuto contatto con diversi altri stili musicali. Sono stati passioni temporanee, però intense – c’è un vantaggio nella passione per la musica poichè una non prescinde l’altra. Tutto è stato messo insieme per formare una grande e diversa discografia personale. Il rock e il rock progressivo sono arrivati insieme alle droghe (allora, leggeri e bisestili, marijuana e tè di un fungo speciale che nasce insieme al sole nella merda di bue dopo una notte di pioggia – è vero!). Alcuni esempi: Janis Joplin, Jimi Hendrix, The Doors; Peter Gabriel senza Genesis, con preferenza speciale per quelle musiche fatte per il film The last Temptation of Christ (Martin Scorsese); Rick Wakeman, con Journey To The Centre Of The Earth. Pink Floyd, particolarmente nella fase Roger Waters, ha lasciato una macchia indelebile, un capitolo speciale con l’acquisto di tutta la discografia della banda. Anche progressivi brasiliani, come Mutantes e Secos & Molhados. L’insieme di ritmi del Led Zeppelin sono arrivati poco dopo. I Rolling Stones non mi piacevano e non sono propriamente un amante dei Beattles (confesso che non conosco altro che i classici del gruppo britannico).

Musiche diverse hanno sempre attirato la mia attenzione. La fusione jazz-rock-clássico di Frank Zappa é un esempio. Lo stile performatico, postmoderno di Laurie Anderson (oggi sposata con Lou Reed) e di Bob McFerrin, altro. Anche l’erudito minimalista di Steve Reich. Qualche anno fa ho conosciuto George Gershwin, il quale mi ha fatto apprezzare ancora di più il jazz. Duke Ellington, Dave Brubeck, John Coltrane e Miles Davis sono i miei preferiti, anche l’interpreti come Nina Simone, Ella Fitzgerald e Billie Holliday. L’anno scorso ho aggiunto allo scaffale jazzistico Herbie Hancock.

I nuovi suoni brasiliani sono molte gradevoli. Il movimento Mangue Beach diventa una innovazione che unisce il rock e il maracatu (tipico ritmo del nord del Brasile). Il movimento ha influenzato altri musicisti, però ha perso forza dopo la tragica morte del creatore, Chico Science. Il Movimento Armorial, affiorato anche nel nord-est brasiliano, è particolarmente interessante, dunque studia e restaura le antiche tradizioni musicali delle popolazioni di questa regione. I ricercatori hanno scoperto elementi della musicalità araba nel cuore cristiano del Brasile, testamento della colonizzazione iberica del cinquecento, quando quelle che erano considerati fuorilegge (spesso i mussulmani dopo la riconquista cattolica della Penisola Iberica) erano mandati in esilio in Brasile.

Tra i classici oggi ascolto spesso Bach, Mozart, Beethoven, Stravinsky e Rachmaninoff. Ho un interesse crescente per la musica barocca, in particolare quella italiana del settecento e dell’ottocento. Ho ancora una entusiatica curiosità per le opere di Wagner, Mozart, Puccini e Verdi.

Os textos em italiano referem-se a trabalhos realizados em virtude do curso de Comunicazione Strategica da Università degli Studi di Firenze.

Nenhum comentário: