segunda-feira, 27 de julho de 2009

La popular music in Italia

Da série Italian posts

Un concetto elastico, se così potessemmo concettualizzare. Considerando le varie definizioni, la musica popolare può essere un po 'di tutto, quando si tratta di genere: dal rock che piace ai giovani sino alla musica classica di grande portata di Andrea Bocceli e dei Tre Tenori. La popular music può essere ancora quella dell concetto anglosassone, che “fa riferimento ad un ambito diverso, e cioè a tutta quella musica con finalità commerciali che si presta ad un consumo di massa”. Tale affermazione, tuttavia, è fragile, perchè è contraria al fatto che alla fine, tutta la musica viene prodotta per la vendita e per raggiungere il maggior numero possibile di ascoltatori. Infinne, “dare una definizione di popular music è molto difficile visto che il termine popular può essere interpretato in vari modi: esso ha a che fare con il popolo anche se definire qualcosa con il termine popular può trasmettere un senso di qualità inferiore, il che non corrisponde a realtà.” Middleton, tuttavia, può aver dato la migliore definizione: “La popular music può essere inquadrata solo come fenomeno in continuo movimento.”

Prima di raggiungere all'obiettivo di questo lavoro, che esamina l'influenza della produzione e del consumo di popular music in un certo periodo della storia italiana, è necessario, anche se brevemente, fare alcune osservazioni sulla musica come fenomeno comunicativo. Infine, la musica come fenomeno comunicativo può essere solo un po' più comprensibile se si considera che la definizione di comunicazione di massa, come azione di unica via, che ritiene all'audizione una homogeneità e una passività, è già superata. Insomma, dobbiamo prendere in considerazione l'ambiente, i valori e gli aspetti culturali dell’udienza, e reputare alla comunicazione la condizione di strada di doppio senso. Vale a dire: “Si tratta di un processo soggettivo, critico e creativo, durante il quale l’individuo seleziona, interpreta ed assimila i contenuti che derivano dai media, i quali, entrando a far parte dell’esperienza, plasmano continuamente l’identità.”

L'anno, 1968. Pieno di vigore giovanile per cambiamenti, per prendere il potere non solo in Italia ma in tutta Europa e in altri paesi del mondo. Erano giovani che avevano in campo musicale il suo grido di indipendenza dai valori parentale. In questo fausto anno, a San Remo, a dispetto di tanti cantautori con messaggi politici in suoi brani su il potere giovane, il vincitore è: un brasiliano. Roberto Carlos, que cantò insieme a Sergio Endrigo la Canzoni Per Te. Magari non sia importante che un brasiliano sia stato il vencitori. È, però, importante sapere chi era questo cantante e e che cosa cantava. Prima, devo dire che a quell’anno sua musica era romantica e che lui, fino ad allora un “ribelli ma non troppo”, già cominciava a segnare questa nuova direzione alla sua carriera. E, dopo, dire che Roberto Carlos era odiato dalla sinistra rivoluzionaria brasiliana. Era considerato un alienato, perchè i loro brani mai collaborarono con lo sforzo, spesso suicida, da parte di tanti giovani per il ritorno della democrazia Brasile dopo il colpo militare di 1964. Il trionfo di Roberto Carlos in Italia, senza dubbio, fu la gloria per i generali.

A quest’anno, 1968, nel tradizionale Festival Internazionale della Canzone, in Brasile, Roberto Carlos nemmeno fu alla finalissima. Vinsero due geni della musica brasiliana, Chico Buarque e Tom Jobim. Il brano, Sabiá, malinconico e romantico, insieme alla bela orchestrazione aveva un texto pieno di messaggi contro la dittatura. L'allusione era chiara ai forzati esili del paese degli artisti e degli oppositori politici dei militari. Parlava anche del sogno di libertà. Al secondo posto arrivò Pra não dizer que não Falei das Flores, da Geraldo Vandrè, che ben presto divenne l'inno dei giovani contro l'oppressione. Il militare vietarono l'esecuzione pubblica di questa musica per 11 anni.

Ma, come Roberto Carlos e Sergio Endrigo riceverono l'approvazione del pubblico italiano, prima di un'atmosfera esplosiva in Italia, con i giovani sulla strada di fronte alla polizia? Giovani che furono rimproverati dai intellettuali trasgressori come Pier Paolo Pasolini? Perché Adriano Celentano, che l'anno precedente c’era fatto un complimento ai Beat, rimase al terzo posto nel 1968 con un brano romantico? É certo che, nella sua presentazione al festival, lui cantò visibilmente imbarazzati, sparsi sul palco, mostrando la sua posizione scomoda. Sarebbe il San Remo da quel’anno la prova di un peggioramento del conflitto di generazioni, con gli anziani inviando un messaggio di che i giovani avevano superato i limiti? Oppure, forse, Carlos e Endrigo non personalizzavano la propria crisi esistenziale giovanile del 1968, il confronto tra tradizionalismo e cappeloni con il loro “anticonformismo di facciata”, como aveva accusato Renzo Arbore? E per quanto riguarda ai cantautori, che erano già abastanza ascoltati appunto di far parte degli interessi della industria della musica con le sue canzoni piene di messaggi politici e anche con un profilo distintivo della musica leggera? “Da aggiungere inoltre che l’edizione 1967 fu vinta da due cantanti ‘tradizionalisti’ di valore, Claudio Villa e Iva Zanicchi con Non pensare a me che ebbero la meglio sui ‘contestatori’ capeggiati dai cantanti beat. Infatti al terzo posto si classificarono I Giganti e i Bachelors con Proposta le cui prime parole recitavano: ‘mettete dei fiori nei vostri cannoni...’, un inno alla pace che manifestava una vera e propria frattura generazionale e artistica, la quale sarebbe stata ancora più evidente negli anni successivi”. Cosa acadde ai ribelli nel 68?

Mettiamo un'altra possibilità: la vincita di Carlos, il primo stranieri a riuscire questo posto a San Remo, potrebbe significare una apertura ritardata, in virtù delle interferenze dei giovani, dell'ultimo bastione di resistenza contro i cantanti stranieri in Italia. Dobbiamo considerare che nel 1965 I programmi Bandiera Gialla e Per Voi Giovanni cominciarono a mettere in onda brani stranieri di artisti come “James Brown, Aretha Franklin, Wilson Pickett, Otis Redding. E, ovviamente Beatles, Rolling Stones, Yardbirds...

Os textos em italiano referem-se a trabalhos realizados em virtude do curso de Comunicazione Strategica da Università degli Studi di Firenze.

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